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Cesare Maccari

Maccari Cesare

Siena 1840 / Roma 1919

Pittore, Incisore, Decoratore
Biografia

Nel 1855 entrò nell'Accademia Senese, diretta da Luigi Mussini, ed esordì nel 1865 all'Esposizione di Roma col quadro Fabiola, che fu acquistato per la città di Siena.
Nel 1867 si recò a Roma e successivamente a Venezia, per studiare le opere dei grandi maestri, tornando poi nella Capitale per realizzare, su commissione di Vittorio Emanuele II, vari affreschi nella Reale Cappella del Sudario.
Tale lavoro gli procurò agiatezza economica ma soprattutto gloria ed onori, vinse così anche il concorso per realizzare gli affreschi al Senato, nella sala che ancora oggi porta il suo nome: Sala Maccari.
Dal 1873 al 1879 cercò d'ispirarsi alla vita sociale, ai romanzi e ai soggetti orientali, poi tornò alla pittura sacra, e agli affreschi, alcuni di estremo pregio, non solo artistico, come la cupola nella Basilica di Loreto.
Lasciò incompiute le decorazioni al Palazzo di Giustizia di Roma nel 1909 a causa della grave paralisi che lo colpì. La Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza conserva i suoi dipinti Baccante e Studio di panneggio.


da A. M. Comanducci ediz 1962

Nato a Siena il 9 maggio del 1840, morto a Roma il 7 aprile 1919.
Nel 1855 entrò nell'Accademia Senese diretta allora da Luigi Mussini.
Esordì nel 1865 all'Esposizione di Roma col quadro "Fabiola", e che fu acquistato dal cav. Alessandro Saracini, per la città di Siena.
L'anno dopo vinse il Premio del Concorso Biringucci con "Gli ultimi momenti della vita di Lorenzo il Magnifico".
Nel 1867 si recò a Roma indi a Venezia per studiare le opere dei grandi maestri.
Tornato nuovamente nella Capitale, per commissione di Vittorio Emanuele II affrescò nella Reale Cappella del Sudario, raffigurando nella volta "La Gloria dei Cinque Beati" della Casa Sabauda, sui fregi le "Allegorie delle Virtù", nel Presbiterio della Cappella "L'incontro di San Francesco di Sales col venerabile Ancina innanzi alla chiesa di Carmagnola" e "Sant'Anselmo che al Concilio di Bari parla con enfasi dell'Incarnazione dello Spirito Santo, presente Urbano II".
Tale lavoro procurò all'artista gloria ed onori e una meritata agiatezza.
Riportò la vittoria nel concorso per le pitture del Senato e destarono unanime ammirazione gli affreschi: "Appio Claudio il Cieco che si fa accompagnare in Senato per combattere le proposte tendenziose di Pirro"; "Cicerone irrompente contro Catilina"; "Scene dell'invasione devastatrice dei Galli di Brenno"; "Curio Dentato"; "Partenza di Attilio Regolo".
L'aula nella quale egli lavorò fu chiamata poi Sala Maccari.
Dal 1873 al 1879 cercò d'ispirarsi alla vita sociale, ai romanzi e ai tipi orientali, ma poi tornò alla pittura sacra, attenendosi alle forme degli immortali maestri del Rinascimento.
Per la marchesa Cassibile di Messina eseguì il quadro d'altare "La Pietà" e nel 1880 all'Esposizione di Torino comparve con "La Deposizione di Papa Silverio", ora nel Museo Civico di quella città.
Negli anni 1886-'87-'88 affrescò nella chiesa della Consolazione in Genova dipinse la Cappella Franci a Siena e due scomparti della sala dedicata alla memoria del Primo Re d'Italia, nella sua città nativa, raffigurandovi: "Plebiscito di Roma" e "Funerali di Vittorio Emanuele II".
Sul finire del 1888 iniziò i lavori a fresco nella cupola della Basilica di Loreto, opera monumentale, alla quale è soprattutto legata la sua fama.
La cupola venne inaugurata il 16 aprile 1895, in essa figurano tutte "Le gerarchie degli Angeli, dei Beati, delle Vergini, dei Profeti, dei Martiri, degli Apostoli e dei Patriarchi che intonano alla Vergine le litanie lauretane".
Nel 1909, colpito da paralisi, dovette abbandonare ogni attività pittorica e lasciare incompiute le decorazioni nel Palazzo di Giustizia a Roma.
Fu artista di gran merito e in ogni suo lavoro variava nella forma e nello stile, tanto s'immedesimava nel soggetto.
Si ricordano ancora altre sue opere:" Vittoria Colonna che medita sulle poesie di Michelangelo"; "Un palpito del passato"; "Sina che sacrifica la propria vita per la padrona"; "Rebecca al pozzo", acquistata dal marchese Pieri Nerli; "La Deposizione dalla Croce"; "Amore che incorona le tre Grazie", tempera conservata in Quirinale.
Fu anche acquefortista spigliato dai bei grigi argentei.


 

Bibliografia

A.M. Comanducci - Pittori italiani dell'Ottocento - Milano 1934
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni - II ediz. Milano 1945
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei - III ediz. Milano 1962
A De Gubernatis - Dizionario artisti italiani viventi
L. Servolini - Incisione italiana di cinque secoli - Milano 1951
L. Servolini - Dizionario illustrato incisori italiani moderni e contemporanei - Milano 1955
Galletti e Camesasca - Enciclopedia della pittura italiana
Callari - Storia dell'arte contemporanea italiana
Somarè - Storia della pittura italiana dell'Ottocento - Milano 1928
Thieme Becker  - Kunstlerlex - 1929
Catalogo delle opere di pittura eseguite dal prof. Cesare Maccari - Roma 1921
Enciclopedia italiana Treccani - 1934
Nuova Antologia -
1908
Rassegna d'arte senese -
1919
Natura ed Arte -
1894/5
Corriere della Sera -
1919
Emporium -
1919


Opere dell'autore Cesare Maccari



 

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