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I perditempo (1873)

Martelli Achille (Catanzaro 1829 / Avellino 1903)

Tecnica: Olio su tela
Misure: 72cm x 101.5cm

Opera firmata e datata in basso a sinistra

 

Bibliografia:

"La pittura napoletana del II ottocento" di Rosario Caputo (Franco Di Mauro Editore 2017) pagina 102


Achille Martelli

Martelli Achille

Martelli Achille (Catanzaro 1829 / Avellino 1903)

Pittore, Ceramista

Trasferitosi in giovane età da Catanzaro a Napoli, nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari di Napoli del 15 Maggio. Successivamente si iscrive all'Istituto di Belle ARti, ove è allievo di Giuseppe Mancinelli prima e di Filippo Palizzi poi, condividendo le scelte sia artistiche che politiche di Andrea Cefaly. Garibaldino convinto, nel 1860 segue il generale Garibaldi, prendendo parte ai combattimenti contro le truppe borboniche a Soveria Mannelli, Napoli e a Santa Maria di Capua. Nello stesso anno apre uno studio a Napoli, che condivide fino al 1866 con l'amico pittore Micheli Lenzi e l'anno successivo partecipa alla I Esposizione Nazionale di Firenze, presentandovi "L’alloggio del garibaldino" e "Scena domestica", ed inizia a dipingere anche su ceramica, utilizzando la tecnica del disegno su piatti a fumo. Nel 1862 ed  nel 1861 espone alla Mostra della Promotrice Napoletana, divendo quindi socio della fondazione della Società Promotrice, partecipando a molte edizioni della stessa fino al 1881, nel 1863 è alla Esposizione della Mostra della Promotrice di Torino, esponendovi anche nel 1865, e nel 1864 è a quella di Genova. Nel 1880 partecipa alla Esposizione Nazionale di Torino, l'anno successivo a quella di Milano, ove espone anche due sculture "Giuoco infantile" e "Sorriso d’innocenza" e, nel 1892, alla Esposizione Nazionale d’Arte di Palermo.
Nel 1862, anno del rientro di Andrea Cefaly a Cortale, con la fondazione della "Scuola di Cortale, diviene un prezioso collaboratore del Cefaly, insieme a Michele Lenzi, Gregorio Cordaro, Eduardo Fiore, Antonio Palmieri, Francesco Pipari e Giuseppe Costanzo. Con il Lenzi in particolare si stabilisce un rapporto di amicizia e convivenza anche per la condivisione dello stesso interesse per la ceramica, che lo porta a collaborare con la fabbrica Giustiniani a Napoli ed a partecipare a diverse esposizioni presentando dei lavori in ceramica. Nel 1882 ottiene l'incarico di direttore della scuola serale applicata all’industria Paolo Anania De Luca di Avellino e si trasferisce in maniera definitiva nella città, aprendo uno studio alla Salita Principe alla Sanità 28 e dedicandosi all'insegnamento, e nel 1882, anno in cui viene inaugurata la Scuola d'arte applicata alle industrie, è nominato Direttore della stessa. L'anno successivo pubblica anche il libro "Elementi pratici del disegno, geometrico-lineare per le scuole elementari e serali".
Nel 1912 alla I Mostra d’Arte Calabrese a Catanzaro vennero esposte trentotto sue opere. A Catanzaro, nella Pinacoteca e Gipsoteca del MARCA, il Museo delle Arti di Catanzaro, dove sono collocate in permanenza le raccolte di arte pittorica e plastica del patrimonio della Provincia di Catanzaro, si conservano "Nella scuola del villaggio" (O tempora o mores) e "Paesaggio con figure di popolane" mentre ad Avellino, nella Pinacoteca Provinciale Irpina, attualmente presso l'ex Carcere Borbonico di Avellino, si conservano alcune sue opere, da lui lasciate per lascito al comune di Bagnoli Irpino ed alla Provincia di Avellino, tra le quali "Oroscopo amoroso", "La paurosa", "Prima del veglione" e "Sartoria per donne". 

 
 
 
da A. M. Comanducci eidz 1962
Nato a Catanzaro il 16 gennaio 1829, morto ad Avellino nel 1903.  Giovanissimo, ancor prima di iniziare gli studi artistici fu, a Napoli, volontario tra i ribelli del 15 maggio 1848. Poi fu allievo di Giuseppe Mancinelli e successivamente di Filippo Palizzi. Se come pittore su tela non emerse, fu invece notato e lodato come decoratore di maioliche. Fondò e diresse in Avellino una scuola serale d'arte. "L'ospite garibaldino" fu il suo primo lavoro, esposto a Firenze nel 1861. Seguirono: "O tempora! o mores!" che toccò in sorte, come premio, alla città di Catanzaro; "Aspetta!", acquistato dalla Provincia di Napoli; "Don Chisciotte". Altri suoi dipinti sono: "Una ragazza"; "Donna al balcone"; "Ritratto"; "Costume"; "Una giovinetta"; "Paesaggio"; "Studio"; "Costume da donna"; "Soldati accampati"; "Fiori"; "Caccia"; "Mietitrice"; "Ritratto d'uomo"; "Ritratto di donna", tutti di proprietà del Municipio di Bagnoli Irpino; "Piccoli suonatori"; "Sul viale"; "Bozzettino" e "In attesa", proprietà dell'avv. cav. Giuseppe Migliaccio di Catanzaro; "Il pittore nelle sue funzioni"; "Ritratto del comm. Federico Leone", "Autoritratto", appartenenti ad Alfonso e Nicola Leone di Catanzaro; altro "Autoritratto", proprietà dell'avv. Nicola Pescatore di Bagnoli Irpino. Su maiolica si citano: copia della "Salve Regina" di Domenico Morelli, esposta nel 1878 a Napoli; riproduzione del quadretto "O tempora! o mores!"; copia del celebre quadro "I beoni", del Velasquez, esposta a Torino.






 

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