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Ponte sul canale a Venezia

Baldessari Iras (Innsbruck 1894 / Roma 1965)

Tecnica: Olio su tela
Misure: 71cm x 51cm

Opera firmata in basso a sinistra.


Iras Baldessari

Baldessari Iras

Baldessari Iras (Innsbruck 1894 / Roma 1965)

Pittore, Incisore

Roberto Marcello Baldessari "Iras"
Si trasferisce con la famiglia a Rovereto quando è ancora molto piccolo, il padre che ha dovuto lasciare Innsbruck a causa dei moti anti-italiani, acquista nella città trentina il “Caffè Accademia”.
Ha poco più di 10 anni quando nel bar paterno inizia a fare i ritratti ai clienti e viene notato da Luigi Comel, il professore gli impartisce le prime lezioni e convince il padre a farlo iscrivere all'Accademia di Venezia.
Nel 1908 ha come maestri Guglielmo Ciardi ed Emanuele Brugnoli, si diploma nel 1914 e nel solito periodo aderisce al Futurismo sotto la guida di Carlo Carrà e Umberto Boccioni.
Si trasferisce con la famiglia a Firenze e dal 1915 entra in contatto con i futuristi toscani: Primo Conti, Achille Lega, Emilio Notte, Ottone Rosai, a Milano è in contatto con Filippo Tommaso Marinetti ed in Emilia con Francesco Balilla Pratella.
L'attività legata al movimento è assidua, tra il 1917 e il '18 collabora con “Italia Futurista” e con “Roma Futurista”, partecipa a varie esposizioni tra le quali la Prima mostra Futurista a Milano del 1919 e a Parigi nel 1921.
Frequenta nel 1923 Friedrich Vordemberge Gildevart del gruppo "Astratti di Hannover", e la sua pittura affronta la sintesi cosmica fino alla composizione astratta e crea le “metalloplastiche” sculture realizzate con il filo di ferro.
Nel solito periodo per non essere confuso con l'architetto Luciano Baldessari, noto anche come acquerellista, decide di mutare la sua firma in Iras Baldessari.
Dal 1924 in avanti inizia a dedicarsi anche al figurativo, realizzando vari taccuini con appunti e disegni di viaggio, e nel 1925 abbandona ogni altro genere pittorico.
Una parte importante dell'opera di Baldessari è nella produzione di incisioni, puntesecche e litografie dedicate così come i disegni e gli oli alla rappresentazione di città, vedute e paesaggi.
Mantiene i contatti con i futuristi esponendo in qualche occasione quadri degli anni precedenti, ad Amburgo nel '34 alla "Mostra di Aeropittura italiana" presenta due opere del 1923/24: "Alta velocità", e "Spirale tricolore su Roma", ed espone nel solito anno alla Biennale di Venezia nella sezione futurista.
Viaggia in quegli anni quasi ininterrottamente sia in Italia che all'estero, sino al 1940 quando fissa definitivamente la sua residenza a Rovereto, ma senza smettere di viaggiare.
Muore nel 1965 in una clinica romana dove è ricoverato per una grave malattia.

 

da A.M. Comanducci ediz 1962

Di origine trentina, nacque a Innsbruck il 23 marzo 1894. Studiò all'Accademia Belle Arti di Venezia, allievo di Guglielmo Ciardi per la pittura e di Emanuele Brugnoli per l'incisione. Vinse nel 1914 a quella Accademia il Premio Scala per il paesaggio. Trasferitosi a Firenze, frequentò il corso per l'affresco alla Scuola d'Arte di S. Croce. Partecipò con il gruppo fiorentino (Ottone Rosai, Primo Conti, Achille Lega, Lucio Venna) al movimento futurista, esponendo nelle varie Mostre organizzate in Italia e all'estero. Nel 1925, esaurite le Teorie futuriste, iniziò a Roma  quella serie di incisioni a punta secca che lo affermarono in questa tecnica. Spirito inquieto, viaggiò per molti anni attraverso l'Europa, partecipando a molte mostre e vincendo vari concorsi e premi. Espose alla Quadriennale Romana, alla Biennale di Venezia, alla Universale di Parigi del 1937, alla Mostra dell'incisione italiana a Parigi, al Kunst Verein di Baden-Baden, alla Kunst haus di Zurigo. Opere sue si trovano in molte raccolte pubbliche e private (Museo Nazionale e Museo Diocesano di Trento, Pinacoteca Comunale di Rovereto, Galleria Corsini di Roma, Museo Westner di Hannover, Kunsthalle di Amburgo, Galleria Nazionale e Biblioteca di Stato di Berlino, Museo d'Arte Moderna di Mosca). E' socio degli Incisori d'Italia. 

 



 

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